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   C’è così tanto da dire su questo argomento, e vorrei cercare di non dilungarmi troppo ed essere più pratico possibile perché come te amo vedere risultati.

   Iniziamo da una premessa fondamentale: lo studio migliore è suonare musica con altri musicisti, soprattutto con musicisti più preparati di noi. Questa è la scorciatoia, perché uno dei meccanismi di apprendimento più potenti degli esseri umani è quello dell’imitazione.

   Che semplicemente significa osservare e replicare il comportamento di qualcun altro. Ciò è vero a tutti i livelli, ed è così fondamentale che è stato dimostrato che ognuno di noi è letteralmente la media delle cinque persone che frequenta di più.

   Per questo motivo, se anche studiamo seriamente per diventare i batteristi migliori possibile (che è ciò di cui parleremo tra un attimo), ma poi investiamo il nostro tempo e le nostre energie con musicisti scarsi e in band mediocri, avremo una grande difficoltà a vedere progressi.

   Allo stesso modo, collaborare invece con musicisti di buon livello ci insegnerà molte delle lezioni fondamentali che ci servono, per lo più inconsciamente, semplicemente suonando e inoltre ricevendo il prezioso feedback di gente che parla con cognizione di causa.

   Sottolineo questo per prima cosa, perché oggi il paradosso è che ci alleniamo tutti tanto, studiamo in scuole prestigiose e abbiamo tutta la conoscenza che ci serve, ma poi finiamo spesso col non fare la cosa più importante, che era anche il motivo per cui avevamo preso le bacchette in mano quando abbiamo iniziato: fare musica con gli altri.

   Qui puoi scaricare il Pdf gratuito con la guida completa da rivedere e studiare:

   Quindi, cosa significa studiare? Vuol dire semplicemente acquisire una nuova abilità mediante la ripetizione. Questo è il modo in cui impariamo qualsiasi cosa, e richiede tre fasi:

1- Non sappiamo come si fa.
2- Scopriamo come fare, lo capiamo e quindi possiamo iniziare ad allenarci.
3- Diventa automatico e quindi siamo in grado di farlo senza più pensarci.

   Studiare è una forma d’arte in sé e per sé. Non si tratta solo del tempo che gli dedichiamo, ma piuttosto riguarda l’essere intelligenti e strategici.

   Uno dei modi migliori che ho mai scoperto per essere efficace in qualsiasi impresa, nella vita, è quello di usare dei modelli, o ‘frameworks’, che non sono altro che mappe che ci aiutano a semplificare le cose in modo che possiamo gestirle con maggiore efficacia, come ho spiegato in diversi altri articoli.

   Ci sono quattro incredibili modelli che tornano estremamente utili nello strutturare un piano di studio sulla batteria:

1- Le Quattro Fasi della Competenza. Da Incompetenza Inconscia a Competenza Inconscia.
2- Il Modello Fisico, Logico, Emozionale.
3- Le Cornici Temporali o Timeframes: Medio, Breve e Lungo Termine.
4- Gli Stili di Apprendimento: Visivo, Uditivo, Cinestetico e Verbale.

   Partiamo dalle Quattro Fasi della Competenza, in quanto è quello che naturalmente è più vicino a ciò che viene in mente quando pensiamo a un percorso di apprendimento.

   Questo modello è molto preciso, perché si fonda sulle quattro fasi che fanno parte di un qualsiasi cambiamento:

1- Incompetenza Inconscia: non sappiamo di non sapere. Non abbiamo neanche idea di ciò che non sappiamo, e quindi siamo totalmente all’oscuro di cosa significa e di cosa ci vuole per fare una certa cosa.

2- Incompetenza Conscia: a questo punto ci rendiamo conto di non sapere. Capiamo che ci manca della conoscenza, e quindi andiamo alla ricerca delle informazioni che ci servono.

3- Competenza Conscia: sappiamo di sapere. Abbiamo la conoscenza che ci serve, abbiamo i giusti riferimenti, li assimiliamo e iniziamo a ripetere per interiorizzarli.

4- Competenza Inconscia: non sappiamo più che sappiamo. Nel senso che ciò che sappiamo e abbiamo assimilato è ormai automatico e lo facciamo esattamente come deve essere senza che ci pensiamo più.

   Come probabilmente hai notato, quando suoni non hai bisogno di pensarci. Quasi non hai idea di cosa stai facendo, semplicemente stabilisci una intenzione sulla base di quello che senti e che vorresti esprimere e poi lasci che sia il corpo a trasferire queste idee sulla batteria.

   Il motivo per cui è così è che il cervello funziona sulla base di semplici processi di ripetizione e di rinforzo, per via del fatto che imparare fondamentalmente significa creare nuove sinapsi, nuovi percorsi neurali, i quali hanno bisogno di una ripetizione regolare per poter prendere forma.

   Qualsiasi cosa stiamo studiando, che sia un linguaggio, o una nuova abilità, o suonare musica, il meccanismo di fondo è lo stesso. Il funzionamento è semplice, ma allo stesso tempo insidioso, perché dobbiamo usarlo evitando che ci si ritorca contro.

   Infatti, il cervello non ha idea di cosa è corretto e cosa è sbagliato, viene semplicemente programmato da ciò che continuiamo a buttargli dentro. L’unica cosa a cui il cervello è ricettivo è la qualità e la regolarità delle ripetizioni.

   E’ per questo che se studiamo in maniera approssimativa o distratta alla fine non impariamo niente. Ed è anche il motivo per cui se ripetiamo qualcosa di scorretto, la impariamo così, e rendiamo le cose peggiori di quanto sarebbero senza aver studiato affatto.

   Ne segue che, com’è ormai risaputo, non è studiare che rende perfetti, ma è lo studio perfetto che rende ‘perfetti’. E gli ingredienti dell’allenarsi perfettamente sono la messa a fuoco e il controllo, che è la ragione per cui hai sentito dire un milione di volte che bisogna studiare partendo lentamente. E’ lì che l’informazione corretta viene ‘programmata’ nel cervello.

   Quindi studiare la batteria significa nutrire il cervello con contenuti di qualità su tutti e tre livelli del modello Fisico, Logico, Emozionale, che è il secondo framework menzionato (e che ho spiegato in dettaglio, aggiungendo inoltre una quarta parte, la Creatività, qui):

– Fisico: è la tecnica. Tecnica delle mani e dei piedi, meccanica del movimento, coordinazione e così via. Ci lavoriamo ripetendo tutti i movimenti esatti, necessari a sviluppare una memoria muscolare precisissima ed efficace. Questo livello viene spesso considerato l’unico tipo di studio esistente. Ora sappiamo che non è la sola cosa da inserire nella nostra routine.

– Logico: è lo stile, il concetto musicale, il fraseggio, le idee, le sfumature. Lo rinforziamo ascoltando musica, ascoltando i nostri batteristi preferiti, analizzandoli, studiando diversi stili, capendo la teoria e le cose che rendono la musica interessante.

– Emozionale: è il feeling che mettiamo in ciò che suoniamo, che deriva principalmente dalle nostre emozioni, dalle sensazioni che proviamo la maggior parte del tempo e che diventano il nostro modo di comunicare sulla batteria. Lo rinforziamo vivendo la vita, rimanendo consapevoli e lasciando le emozioni totalmente libere di scorrere nel nostro corpo.

   Successivamente abbiamo le Cornici Temporali. Qualsiasi cosa stiamo cercando di ottenere deve essere contestualizzata all’interno di una ragionevole quantità di tempo nella quale ci aspettiamo di vedere risultati:

– Breve termine: può durare da un giorno a una settimana e può includere cose come imparare una canzone nuova, nuovi ritmi e fills, un nuovo esercizio.

– Medio termine: può durare tra una settimana e qualche mese, e includere cose come lo sviluppo di controllo e velocità in una certa area della tecnica, il perfezionamento del controllo dinamico, l’imparare un repertorio.

– Lungo termine: va da un mese a qualche anno e può includere cose come lo sviluppo del proprio stile e suono, imparare a suonare un certo genere musicale, padroneggiare abilità di livello avanzato come l’interpretazione, suonare in studio di registrazione, suonare avanti o indietro sul beat, essere in grado di suonare un assolo musicale e così via.

   Siccome stiamo parlando di apprendimento, è importante sottolineare che ognuno di noi ha un approccio preferenziale diverso quando si tratta di imparare. Eccoci all’ultimo dei modelli a cui abbiamo accennato:

– Visivo: impariamo vedendo fare. E’ per questo che andare a un concerto o vedere la performance di un grande musicista è un modo così efficace di migliorare. Va direttamente nel nostro inconscio, come abbiamo detto prima.

– Uditivo: impariamo ascoltando. Per questo avere delle playlist ben fatte, e metterle in loop, è un bellissimo modo di interiorizzare aspetti della musica che semplicemente non possono essere spiegati. Ma che sono lì. Ecco perché non dovremmo imparare a suonare solo dai libri, ma soprattutto dai dischi, live, e dall’ascoltare mentre suoniamo con gli altri.

– Cinestetico: impariamo facendo. Questo è ciò che la maggior parte di noi fa spontaneamente. E’ il tempo dedicato allo studio vero e proprio sulla batteria, col metronomo etc.

– Verbale: impariamo leggendo e scrivendo. Ad esempio è proprio ciò che stai facendo in questo momento.

   Non dimentichiamo che questi sono modelli, sono indicazioni utili, non leggi scolpite nella pietra. Per esempio, potremmo avere uno stile di apprendimento in parte visivo e in parte cinestetico. Quindi non si tratta di ossessionarsi riguardo al capire qual’è il nostro approccio preferito o su quali dovrebbero essere in nostri obiettivi a lungo termine. Piuttosto si tratta di usare questi modelli per essere più consapevoli e informati riguardo ciò che stiamo facendo, con flessibilità, così da essere più efficaci.

   Ora che abbiamo un’immagine precisa di tutta una serie di idee riguardo al significato dello studio, possiamo passare al livello successivo.

 

   Come per qualsiasi altra cosa nella vita, se vogliamo vedere risultati, ci serve un piano d’azione.
E con le informazioni che abbiamo a questo punto è davvero facile mettere tutto insieme e seguire una manciata di semplici linee guida che diventano potenti, alla luce di questa nuova conoscenza, allo scopo di creare una routine di studio efficace:

– Il nostro piano di studio dovrebbe fare uso di tutti e quattro i modelli visti, e quindi includere spazi dedicati alle tre cornici temporali, così come alle tre parti. Attività che tengono in considerazione i quattro canali attraverso i quali impariamo, e la distinzione tra ciò che non sappiamo e dobbiamo ancora comprendere, cosa invece già comprendiamo e dobbiamo solo ripetere, e ciò che abbiamo già interiorizzato e quindi possiamo lasciar andare.

Abbi un forte perché. L’unico modo di rendere sostenibile la quantità di dedizione che è necessaria per diventare buoni musicisti è basarsi su una forte motivazione, un senso di scopo, un amore profondo per quello che si fa. Dobbiamo tutti scoprire e chiarire il nostro perché, e da lì in poi il come e il cosa prendono forma senza sforzo.

Inizia in piccolo. Qualsiasi cosa studiamo deve diventare abituale, e questo richiede uno sforzo. Il modo di aggirare questo ostacolo, e di evitare di rimandare o addirittura di rinunciare, è quello di creare la nuova abitudine partendo dalla minor quantità di materiale possibile, studiando anche solo per pochi minuti, così che possiamo essere certi di essere costanti e farlo quotidianamente. A quel punto possiamo gradualmente lavorare sull’aumento della quantità.

Concentrati sulla regolarità. E’ meglio un’ora al giorno, sette giorni a settimana, che sette ore di seguito in un giorno solo. E’ molto meglio. Ricordiamolo, il cervello deve costruire nuove sinapsi, e per poterlo fare ha bisogno di regolarità. Studia tutti i giorni! Il tuo inconscio sa tutto. Se salti, eviti, imbrogli, il messaggio è chiaro: non ti stai dedicando con tutto te stesso. Ovviamente, siccome anche il riposo è importante, saltare un giorno a settimana va benissimo.

– Se possibile studia nel momento della giornata in cui ti senti più energico. Per alcuni è la mattina, per altri la sera.

– Cerca di ritagliarti almeno un’ora al giorno sulla batteria. Poi puoi fare almeno altrettanto senza strumento, ascoltando musica, trascrivendo, allenando le mani sul practice pad.

– Pianifica in anticipo. Un ottimo modo di farlo è quello di utilizzare tabelle con le quali monitorare ciò che stai facendo, scrivendo quello che studierai il giorno successivo, in dettaglio. Definisci un programma per coprire e rinforzare tutti gli aspetti regolarmente. Se non hai un piano d’azione finirai col passare due ore a jammare prima di ricordarti che ti eri seduto alla batteria per studiare.

Tieni tutti i tuoi esercizi, pagine, libri, organizzati. Puoi usare anche il mio Workbook gratuito se ti va.

Fai uso dei parametri per esplorare tutte le possibilità a disposizione: diverse velocità, dinamiche, orchestrazioni, suddivisioni.

Fai delle pause. Qualità e non quantità. Studia in modo intelligente. Non ti massacrare. Prendi tutto in maniera rilassata, e goditi le tue ore di studio. Un metodo validissimo di farlo è studiare per 50/55 minuti e poi fare una pausa di 5/10 minuti. La regola d’oro per quei 10 minuti: cambia completamente canale, fai qualcosa di totalmente scollegato dalla batteria e dalla musica. E stai concentrato su quello, niente vie di mezzo. E’ essenziale perché in quei 10 minuti devi rigenerarti il più possibile.

Elimina le distrazioni. Questa è una delle cose più importanti che puoi fare nella vita. Spegni tutte le notifiche, che generano pericolose dipendenze e ti derubano della tua abilità di rimanere concentrato, e metti a fuoco una cosa per volta. Se vuoi navigare su Internet, o rispondere a delle mail, fallo intenzionalmente e in specifici momenti della giornata.

Datti una ricompensa. Prima il dovere, ma poi assolutamente goditela e divertiti. Hai studiato, e adesso è giunto il momento di premiarti. Questo è fondamentale, perché come abbiamo visto e come abbiamo tutti avuto modo di verificare per esperienza diretta, la maggior parte del miglioramento avviene nel medio e lungo termine, e quindi darci una piccola ricompensa quotidiana ci aiuta a non essere sopraffatti dalla frustrazione. Suona una canzone che ami, fai un assolo libero, improvvisa, mangia una cosa che ti piace. Va bene tutto. Solo fai in modo che sia qualcosa di costruttivo.

Ricordati sempre della curva di apprendimento. Non è lineare. Trascorrerai la maggior parte del tempo in fasi di stallo in cui sembra non succedere niente. Sappi che il salto di qualità è dietro l’angolo. Puoi scoprire di più al riguardo leggendo qui.

Passa in rassegna quello che hai fatto. Prenditi del tempo per analizzare cosa stai combinando e per considerare cosa potrebbe essere fatto meglio la prossima volta. Quali sono le cose che vanno bene così? Cosa può essere migliorato e in che modi? Potresti tenere degli appunti in un quaderno, fisico o digitale, in modo da monitorare i tuoi progressi e tenere ordinate le tue intuizioni.

 

   Ora, su cosa ci alleniamo concretamente? Raccomando sempre ai miei studenti di suddividere il tempo dedicato allo studio in compartimenti, uno per ogni materia. Siccome il cervello ha bisogno di ripetizione e rinforzo, dobbiamo provare e riprovare tutte le cose che sono rilevanti, con costanza. Dividere il nostro materiale di studio in argomenti ci aiuta a farlo.

   Ecco alcune categorie da includere:

– Meccanica del movimento e tecnica delle mani.
– Tecnica dei piedi.
– Coordinazione e indipendenza.
– Fraseggio e fills.
– Ritmi.
– Canzoni e repertorio.
– Improvvisazione e sviluppo del proprio stile.
– Stilli e generi musicali.
– Assoli e interpretazione.
– Groove, registrare, precisione.
– Sperimentazione sonora, accordatura.
– Ricerca, trascrizioni, analisi dei grandi dello strumento.

   Naturalmente, siccome dobbiamo dedicare del tempo a ognuno di questi aspetti simultaneamente, e non abbiamo dieci ore al giorno, è necessario organizzarci.

    Possiamo farlo efficacemente ricordandoci che la cosa importante è il rinforzo regolare (lo so, l’ho già detto una trentina di volte). Quindi, se studiamo tre di questi argomenti al giorno, per mezz’ora l’uno, in 90 minuti al giorno possiamo tenere tutto insieme e ripartire da capo con il ciclo ogni tre o quattro giorni. Già così funzionerebbe benissimo.

   Non c’è bisogno di dire che se studiassimo cinque o sei categorie al giorno, un’ora al giorno ciascuna, completando così un ciclo ogni due giorni, il nostro miglioramento sarebbe incredibilmente più veloce. Si tratta di creare una routine di studio che si adatti il meglio possibile alle nostre circostanze.

   Siccome uno dei modi migliori di imparare alla fine è quello di vedere degli esempi diretti, e siccome qui abbiamo parlato di un sacco di teoria, penso che il mio metodo gratuito ’One Month Drum Challenge’ sia non solo un libro di batteria molto efficace, ma anche un esempio dettagliatissimo di tutti questi principi messi in azione in maniera pratica e contestualizzata.

   Anche se principalmente si concentra sulla tecnica, e sulla cornice temporale a breve termine della durata di un mese, può essere un perfetto punto di partenza per vedere quanto sono efficaci queste idee e per prendere spunto per creare la tua personale routine di studio.

   Puoi scaricarlo qui se non lo hai già fatto:

‘1 Month Drum Challenge’ – Corso di Batteria Gratuito

   Qui inoltre trovi alcuni metodi nei quali vado ulteriormente a fondo su molti dei concetti presentati sopra:

‘Altitude Drumming – Become A Musician Who Plays The Drums’
‘Actualized Drummer – Paths To Reach Your Full Potential’
‘Drum Technique Booster – The Masters’ Approach’


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CdIta

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