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   Questa è una di quelle cose che noi batteristi tendiamo a dare per scontate. E’ ovvio che so suonare un ritmo a diverse velocità! Tuttavia, se segui il Blog di Confident Drummer, probabilmente ti è già chiaro un concetto che viene menzionato in continuazione. Non è il ‘cosa’ ad essere importante (e impegnativo), è il ‘come’.

   Se questa idea ti è nuova in questo recente post (Come Sviluppare Musicalità – Studiare il Come del Suonare la Batteria) parlo dell’importanza dei parametri nel definire ciò che eseguiamo, e di quanto essi siano una parte cruciale del suonare la batteria a cui dovremmo dedicare gran parte del nostro studio. Mentre il cosa include i ritmi, le frasi, i fill che suoniamo, il come è situato in elementi quali il volume, la velocità, le orchestrazioni, il feeling e così via.

   Siccome suoniamo di continuo a bpm diversi abbiamo tutti familiarità con il più fondamentale di questi parametri, che è appunto la velocità e che oggi esploriamo usando un approccio inusuale e redditizio.

   Tipicamente ci concentriamo sull’imparare nuovi ritmi, e, di solito, diamo per scontato che se sappiamo suonare qualcosa a 100 bpm allora sappiamo automaticamente eseguire la stessa idea anche a 60 o 140 bpm. La domanda è: in realtà abbiamo la tecnica e il controllo per farlo? E soprattutto, riusciamo a suonare con feeling e groove anche a quelle velocità?

   E’ qui che esercizi come quello che stiamo per studiare entrano in gioco.

   La maggior parte di noi è a proprio agio a suonare tra 80 e 120 bpm e tutto ciò che va oltre questo intervallo inizia a diventare scomodo. Uno dei motivi è che i tempi intermedi sono molto comuni, e siccome li suoniamo più spesso li troviamo naturalmente più accessibili.

   Il modo di evitare che velocità meno frequenti ci mettano in difficoltà è quello di studiare una grande varietà di bpm, sperimentando soprattutto con quelli estremamente lenti e veloci. E’ una bella sfida che ci aiuta a migliorare rapidamente il nostro groove, a causa degli ostacoli che ci fa superare.

   Quindi ti invito a dedicare del tempo a scoprire questo parametro essenziale provando a suonare lo stesso ritmo a 8 velocità diverse: 40, 60, 80, 100, 120, 140, 160 e 180 bpm (questo è il come). Sebbene possa sembrare banale, la verità è che fare questo richiede molta più tecnica e controllo di quanto pensiamo, soprattutto per via del fatto che
portiamo il concetto fino a tempi estremi: 40 e 180 bpm sono piuttosto difficili da gestire. Useremo un interessante ritmo a ottavi.

   Questo è il cosa 😉

   Nel video dimostrativo suono tutte e 8 le varianti, 4 o 8 misure l’una. Puoi dargli un’occhiata su YouTube. Nota che i movimenti coinvolti per suonare la stessa cosa a 40 o 180 bpm sono completamente diversi. Ai tempi più lenti i movimenti sono molto ampi, e man mano che velocizziamo le cose i movimenti si contraggono proporzionalmente.

   Entra in gioco un sacco di meccanica del movimento, tecnica dei piedi e coordinazione, che puoi migliorare e studiare con questi tre estratti gratuiti da Altitude Drumming, se ti va: Volume 2, Volume 3 e Volume 4.

   Quindi, perché è utile studiare così? A parte ovviamente il maggiore controllo delle velocità estreme, il punto è che vogliamo essere batteristi musicali e versatili. Non ha senso avere groove solo in un ristretto intervallo di velocità, allo stesso modo in cui non ha senso essere bravi a suonare a un volume solo. A proposito, si da il fatto che le dinamiche siano un altro dei parametri menzionati prima, sul quale puoi scoprire di più in questo booklet gratuito.

   Se ti interessano questo tipo di studi qui trovi due metodi interamente dedicati a tecniche e concetti per lavorare sul groove:

‘Groove Workout & Tools’ – Altitude Drumming – Volume 7
‘Groove Mastery & Formulas’ – Altitude Drumming – Volume 8


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