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   Hai presente quando senti quella frase e capisci immediatamente chi è che la sta suonando? L’hai sentita così tante volte che non ci sono dubbi.

   Alcuni batteristi ne hanno una marea e altri non ne hanno alcuno, ma i signature licks, ossia le frasi tipiche di ogni musicista, sono qualcosa di affascinante.
   Sono uno dei modi che possiamo usare per definire il nostro stile, e credo che in un mondo in cui molti musicisti tendono a suonare in maniera simile sia importante imparare dai grandi della batteria cosa significa sviluppare almeno un signature lick.

   Come si fa? A dire il vero è semplicissimo: ripetizione. Prendiamo un’idea e la studiamo senza sosta, la usiamo in mille modi diversi, la personalizziamo (sia in termini di stile che di suono), e continuiamo così fino a che quella frase non è diventata unicamente nostra.
   In realtà per molti di noi non c’è bisogno di forzare niente, siccome tendiamo naturalmente a sviluppare frasi che ci piacciono e a suonarle spesso.

   In ogni caso lavorare consapevolmente su una manciata di licks può essere un buon modo per dare ulteriormente forma al nostro stile e aggiungere un elemento in più alla nostra voce.

   Quindi perché non ne studiamo un po’ da alcuni dei migliori batteristi che ci sono in giro? Ho raccolto alcune delle frasi che ho imparato nel corso degli anni da questi musicisti eccezionali:

– Steve Gadd
– Dave Weckl
– Gregg Bissonette
– Steve Smith
– Manu Katchè
– Keith Carlock
– Benny Greb
– Larnell Lewis
– Mark Guiliana
– Marco Minnemann
– Mike Portnoy

   Ecco il PDF con le trascrizioni:

   Puoi cliccare su ciascun esempio per andare al suo video dimostrativo. O puoi guardare l’intero clip di 3 minuti su YouTube cliccando QUI.

   Ogni lick è mostrato in una versione specifica: le note sono disposte su una certa suddivisione e orchestrate su determinati piatti e tamburi. Quello è il punto di partenza.

   Successivamente, l’approccio che tutti i grandi dello strumento usano, è di prendere la frase/cellula/sticking (che rimane immutato ed è il lick vero e proprio) e provarlo in una moltitudine di combinazioni.
   Quindi è una buona idea studiare prima lo sticking o rudimento o disegno tra mani e piedi sottinteso, poi passare alla variante trascritta e infine sperimentare diverse soluzioni, basate sia su variazioni che abbiamo sentito suonare al batterista in questione sia sul nostro stile.

   Infatti l’obiettivo finale non è diventare cloni di altri batteristi ma piuttosto studiare i grandi in modo da trovare l’ispirazione per sviluppare poi le nostre idee e varianti.

   Ovviamente con cose di questo tipo il rischio di strafare è sempre dietro l’angolo, ma se troviamo il giusto equilibrio possiamo usarle per esprimerci e comunicare con grande impatto. Come sempre, una volta che le abbiamo sviluppate, lasciamo che sia la musica a stabilire quando è appropriato usarle.
   Queste frasi vengono spesso eseguite ad alta velocità. Tuttavia nelle dimostrazioni ho deciso di suonare tutto a tempi intermedi, come compromesso per fare in modo che i video siano utili non solo per facilitare l’apprendimento tramite la componente visiva (quindi non troppo veloce), ma anche per sentire il senso musicale di ogni frase mediante la componente uditiva (quindi non troppo lento).

   Si, ok, ma dov’è Vinnie ;-)? QUI, ho fatto un video e post a parte su di lui.

   Se ti interessa questo tipo di materiale, in Drum Chops Mastery trovi trascrizioni di 50 dei più grandi batteristi di tutti i tempi, come parte di un programma completo studiato per aiutarti a raggiungere i massimi livelli di fraseggio solistico.

Qui trovi un estratto gratuito e la lista completa dei batteristi analizzati:
Drum Chops Mastery – Estratto Gratuito


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