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   Ti sei mai reso conto che non c’è bisogno di aggiungere per forza qualcosa di nuovo a ciò che già sai suonare?

   Ci sono batteristi che suonano cose semplicissime, eppure sono grandi, incredibili musicisti. Come è possibile? Perché si concentrano sul come fanno ciò che fanno.

   Non è ciò che suonano a renderli grandi, è come lo suonano. C’è stato un momento nella loro formazione artistica nel quale sono divenuti consapevoli del fatto che fare di più non era la via per l’eccellenza.

   Ciò che contava di più era la qualità di ciò che suonavano, il controllo su ciò che facevano sulla batteria, le sfumature che erano in grado di gestire. Hanno notato che quando si concentravano su queste cose, c’era magia nella loro musica.

   Questa è una presa di coscienza cruciale, spesso sottovalutata anche da batteristi molto bravi, che rappresenta la via d’accesso per consentire al tuo drumming un salto di qualità.

   Ovviamente questo non significa che devi rimanere su ritmi basilari per i prossimi 10 anni. Vuol dire semplicemente che a meno che non capisci l’importanza di questo concetto, non importa quanto sono complesse le cose che esegui, e non importa di quanto espandi il tuo repertorio, non avrà alcuno spessore. Starai investendo nella direzione sbagliata.

   Concentrandoti sul come, invece, potresti stare suonando la cosa più semplice, ma non suonerà banale. Suonerà profonda e significativa.

   Anche i batteristi che suonano un sacco di note, se sono davvero grandi, conoscono e usano di continuo questa idea. Il punto è che anche nel loro caso, la bravura non sta nel fatto che suonano cose complesse, ma nasce per via di come le suonano.

   Infatti questo approccio è vero e funziona a tutti i livelli, dal principiante al veterano che può andare ancora più in profondità nel rifinire le sue capacità di espressione.

   C’è un efficace e potentissimo modo di concentrarsi sul come: l’applicazione di parametri a quello che suoni.

   I parametri sono riferimenti, linee guida, variabili. Sono strati di sfumature che possiamo sovrapporre a qualsiasi cosa suoniamo. Li hai già usati ogni volta che hai eseguito un’idea sulla batteria, perché naturalmente la hai suonata a una certa velocità, a uno specifico volume, con un determinato time feel e così via.

   L’idea in questo caso è di smettere di lasciar succedere tutte queste cose in maniera quasi casuale, e invece isolare ogni aspetto finché ne abbiamo totale controllo e possiamo scegliere quando e come usarle.

   Perché la chiave è che ciascuna combinazione di parametri comunica uno specifico significato: in altre parole crea una certa emozione.

   Trasmette qualcosa di diverso. E siccome la musica è comunicazione, è espressione, e riguarda la creazione di emozioni, vogliamo conoscere le regole del linguaggio così bene che ciò che abbiamo da dire arriva a destinazione.

   Come probabilmente hai sentito dire, in qualsiasi linguaggio le parole non costituiscono il messaggio. Le parole sono i dati, sono il ‘cosa’, e si è scoperto che questa parte è meno del 10% della comunicazione. Sulla batteria questa parte è costituita dall’elemento tecnico: il rudimento, frase, ritmo che stai suonando.

   Ciò che fa giungere a destinazione il messaggio è il modo in cui lo dici, il contenuto emozionale, che è situato esattamente nel ‘come’. E’ possibile dire ‘ciao’ in 10 toni di voce diversi, e con 10 diverse espressioni facciali. Anche se i dati sono gli stessi, il significato sarà ogni volta radicalmente diverso.

   E’ esattamente ciò che succede quando suoni un groove o una frase in 10 differenti combinazioni di parametri. Il groove costituisce i dati. Ciò che arriva all’ascoltatore è il modo in cui lo suoni, che contiene il restante 90% dell’informazione comunicata.

   La ragione per cui molti batteristi non sono musicali è che suonano tutto in maniera meccanica e ripetitiva. Non c’è contrasto, non c’è tensione e rilascio, non ci sono sfumature. In altre parole, si preoccupano solo dei dati, del cosa, e quindi non c’è emozione in ciò che fanno.

   E’ per questo che ti suggerisco di iniziare a sperimentare con questo concetto, applicando i seguenti parametri a qualsiasi cosa stai studiando.

   Per scaricare una versione PDF gratuita e stampabile di questo articolo puoi cliccare qui:

  • Velocità. E’ il tempo a cui suoniamo, ed è il parametro più ovvio. Nonostante questo, anche qui batteristi inesperti tendono a suonare bene solo a velocità medie e comode. Inoltre, la velocità può includere rallentando e accelerando, per trasmettere una certa emozione.
  • Dinamica. E’ il volume a cui suoniamo. Non c’è bisogno di dire che la maggior parte dei batteristi hanno poca familiarità con le dinamiche più basse. Inoltre le dinamiche possono includere accenti, crescendo e decrescendo, che sono un modo stupendo di rendere le cose più intense.
  • Orchestrazione. E’ il modo in cui disponiamo un pattern sulle diverse parti e suoni a disposizione sulla batteria. Il drum set è come una piccola orchestra ed è possibile diventare molto creativi nell’uso di questa idea. Ogni suono ha una personalità, che influenza ciò che viene comunicato, anche se i dati sono gli stessi. In ogni caso, usare questo approccio richiede un poco di pratica e sperimentazione, per assicurarsi che tutto scorra fluidamente e con un buon groove, e di scegliere il suono perfetto (o l’accordatura) per la situazione.
  • Suddivisione. E’ la cadenza su cui è disposto ciò che suoniamo. Può essere evidente oppure sottintesa. Possiamo disporre un paradiddle su qualsiasi suddivisione e suonerà diverso ogni volta. Possiamo inoltre suonare un ritmo elementare, e, sula base della suddivisione eseguita sul piatto, avrà un senso completamente diverso.
  • Livello di shuffle. E’ la quantità di swing o shuffle che sovrapponiamo a quello che suoniamo. Tra gli ottavi dritti e i sedicesimi puntati (e oltre) esiste un universo di sfumature – e relativi feelings – a disposizione.
  • Permutazione. E’ la posizione della frase o del ritmo, relativamente alla pulsazione. Iniziare una frase in una parte diversa della misura cambia totalmente il suo senso musicale.
  • Posizionamento sul beat. Determina dove ci sediamo sulla pulsazione. Esattamente sul beat, oppure avanti o indietro. Questa scelta influenza notevolmente il feeling e il contenuto emozionale di quello che suoniamo.

   Immagina dove puoi arrivare anche solo col rullo a colpi singoli, se esplori tutte queste possibilità.

   Puoi partire usando queste indicazioni:

  • Inizia da un semplice groove e una semplice frase.
  • Scegli un parametro e lavora solo su quello. Ad esempio, se scegli la velocità, studia da 30 a 300 bpm. Se scegli la dinamica, suona da più piano possibile a più forte possibile. E così via.
  • Successivamente, scegli una combinazione di due parametri.
  • Crea una combinazione che includa tutti i parametri.
  • Registrati e nota cosa ogni combinazione fa succedere in termini di emozioni comunicate.
  • Dedica mezzora al giorno a questo studio, 15 minuti al ritmo e 15 alla frase o fill, per un mese.
  • Incorpora queste idee nella tua musica.

   Scegli i parametri con cui hai meno familiarità e concentrati su quelli. Questa routine darà benefici enormi al tuo drumming.

   Risorse correlate:

‘Hands & Mechanics’ – Altitude Drumming – Volume 2
‘Drum Chops Mastery – Gospel Chops & Beyond’
‘Groove Mastery & Formulas’ – Altitude Drumming – Volume 8
‘Interpretation & Arrangement’ – Altitude Drumming – Volume 9


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