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   Se è da un po’ che leggi i miei contenuti avrai probabilmente notato che sembro un disco rotto nel discutere quali sono le tecniche più efficaci sulla batteria. Sono convinto che l’idea di concentrarsi sul ‘come’ di ciò che studiamo sia il cardine del migliorare velocemente e fare un salto di qualità nel nostro drumming.

   Ho introdotto il concetto di parametri in questo post, e successivamente esplorato alcuni parametri come le dinamiche e la velocità in altri articoli.

   I parametri non sono altro che delle variabili che sovrapponiamo a quello che stiamo suonando, per ampliarne la capacità comunicativa. Vanno al di là del ‘cosa’ implicato in quello che stiamo facendo.

   Oggi vedremo come usarne uno nuovo, chiamato permutazione, che è uno strumento indispensabile per noi batteristi per avere una comprensione completa di qualsiasi esercizio.

   Permutare vuol dire semplicemente suonare una stessa frase/ritmo, nella stessa identica successione di note, ma partendo in un punto diverso della misura, e quindi ‘traslando’ l’intera idea sulla griglia di riferimento.

   In altre parole spostiamo una stessa frase partendo in punti diversi, ossia assegnando a ogni possibile posizione il valore di nuovo inizio della misura.

   Questo comporta che una frase a ottavi avrà otto permutazioni, una a sedicesimi sedici permutazioni e così via.

   Questo concetto teorico ha una grande validità perché ci permette di esplorare tutte le possibilità ritmiche di ciò che stiamo studiando.

   Ecco alcuni dei benefici:

– Dal punto di vista tecnico fa in modo che ogni esercizio venga sviluppato in così tante combinazioni da eliminare ogni perplessità riguardo la sua esecuzione.

– Dal punto di vista musicale scopriamo che una stessa identica frase suona in maniera completamente nuova se eseguita partendo in punti differenti.

– Dal punto di vista concettuale abbiamo una comprensione molto più profonda e solida di ciascuna nota inclusa in ciò che stiamo imparando.

– Dal punto di vista del timing il superamento della difficoltà di suonare la stessa cosa partendo in punti diversi e senza confondersi, rinforza incredibilmente la nostra sicurezza sulla pulsazione.

– Siccome la permutazione ci permette di far suonare una stessa idea in molti modi musicalmente diversi, ci dà inoltre la possibilità di ottimizzare quello che conosciamo e di imparare a farne un uso completo, personale, vario e interessante.

   Per tutti questi motivi è uno dei ‘tools’ indispensabili nel nostro percorso di sviluppo del groove e del fraseggio.

   In queste pagine, lavoriamo su questo concetto applicandolo a un esempio di ritmo e fill che utilizzano i sedicesimi.

   Ecco il PDF con le trascrizioni:

   Ogni idea viene ripetuta spostandola in avanti di un sedicesimo per volta. Studieremo 16 esempi per il groove, e 13 per il fill.

   Per il groove useremo un ritmo a ottavi che include combinazioni a sedicesimi tra Cassa e Rullante.

   E’ interessante notare che la permutazione può riguardare solo Cassa e Rullante, oppure tutto, compreso il piatto e gli accenti sul piatto. Nel primo caso il piatto rimane invariato attraverso tutte le permutazioni. E’ lo scenario degli esercizi proposti qui.

   Nel secondo caso invece spostiamo tutto, creando varianti molto più complesse e a volte estreme, che si prestano ad applicazioni musicali in cui si vogliano generare delle illusioni ritmiche (ne ho fatto uso ad esempio all’inizio di questo video).

   Per quanto riguarda il fill lo studieremo all’interno di una struttura di 2 misure, traslandolo in un gran numero di posizioni.

   Proveremo 13 casi, scalando di un sedicesimo alla volta. A partire dal ‘4’ della prima misura, fino ad arrivare al ‘3’ della seconda misura.

   Sarà tutto molto chiaro appena vedremo gli esempi scritti. E QUI puoi dare un’occhiata al video dimostrativo di 12 minuti su YouTube.

   Naturalmente è importante eseguire questi studi col metronomo, e contando, per evitare di confondere tra loro le diverse varianti.

   Considerata l’ovvia assonanza, e il fatto che ripetendo un esempio ci si abitua a ‘sentire’ quella versione, è facile che l’orecchio tenda a tornare lì, anziché percepire in maniera corretta la nuova variante.

   Si raccomanda di ripetere tutti gli esercizi anche con il Charleston suonato col piede sinistro su ogni quarto, per facilitare la possibilità di sentire il downbeat della frase nella nuova posizione data, nonché come interessante esercizio di coordinazione.

   Lo scopo principale dello studiare così è che impariamo un metodo che possiamo poi applicare a qualsiasi ritmo e frase, ogni volta che lo vogliamo.

   Possiamo estendere il concetto a qualsiasi pattern che ci interessi sviluppare e sul quale ci interessi giungere a elevati standard di controllo. Scopriremo in un attimo la potenza dei parametri.

   Risorse correlate:
‘Phrasing & Fills’ – Altitude Drumming – Volume 5
‘Groove Workout & Tools’ – Altitude Drumming – Volume 7
‘Theory & Concepts’ – Altitude Drumming – Volume 1


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CdIta

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