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   Insisto sempre molto sul fatto che ci sono alcune cose che sono imprescindibili per essere buoni batteristi.

   Il groove è sicuramente uno di questi aspetti, forse il più importante. Potremmo non sapere neanche tenere le bacchette in mano, ma se una volta che partiamo a suonare c’è groove, allora abbiamo comunque ragione.

   Il groove è quando c’è una tale continuità di portamento, di feeling, e di esecuzione tecnica, che chi ci sente può rilassarsi, abbandonarsi al piacere dell’ascolto e godersi le sensazioni comunicate da quello che suoniamo, perché è sempre tutto molto regolare e non ci saranno sorprese o cambiamenti inaspettati.

   Riuscire a far suonare in questo modo ritmiche anche semplici può essere molto più impegnativo di quanto non sembri.

   Parlando di groove, il Fat Back rientra certamente nella stretta cerchia dei metodi più importanti che si possano approfondire per migliorarlo.

   Nel nome Fat Back, ‘fat’ sta per ‘grasso’, che nello slang americano è un modo per dire pieno, ciccio, ampio, pesante, importante.

   E ‘back’ è il diminutivo di Backbeat, che non è altro che la nota accentata suonata sul Rullante, sul 2 e sul 4, nei ritmi della musica contemporanea.

   Siccome il Fat Back si basa sull’approfondimento di tutte le posizioni possibili di uno o più colpi di Cassa all’interno di un quarto, l’effetto collaterale positivo è che studiarlo aumenta anche il controllo e la tecnica del piede destro in sincronia con gli arti superiori.

   Ci permette inoltre di consolidare l’accompagnamento sul piatto e la regolarità dei Rimshot sul Rullante. Tutta roba buona 😉

   Queste pagine sono dedicate agli ottavi: studieremo tutte le combinazioni possibili di 1, 2 e anche 3 colpi di Cassa consecutivi (su una griglia a sedicesimi). Gli stessi esercizi sono eseguiti sia con un feeling ‘dritto’ che con shuffle feel.

   Nel Video Demo su YouTube suono ogni esempio a 80 bpm.

   Puoi cliccare qui per il Pdf interattivo di 10 pagine:

   Possiamo poi espandere questo approccio in vari modi: usando delle varianti sul piatto (come quelle mostrate negli esercizi), applicando degli ostinati alla mano che porta il tempo, risuonando a vari livelli dinamici, e soprattutto applicando il concetto anche ai ritmi a sedicesimi e ai ritmi ternari, incluso il 6/8.

   In questo modo, studiando le posizioni una per una, saremo certi che nessun disegno di Cassa ci metterà più in difficoltà.

   Il Fat Back è un tassello fondamentale del bagaglio tecnico di un batterista che ha risvolti importantissimi per quanto riguarda la precisione sul groove e sul metronomo.

   E’ importante tenere a mente che il principale aspetto tecnico da far funzionare è quello della coordinazione e allineamento impeccabile tra mani e Cassa, e che le imprecisioni di questo allineamento sono molto più evidenti a velocità molto basse.
   Quindi, per cominciare, vanno ripulite a queste velocità.

   Partiamo come sempre molto lentamente, da 60 bpm. Possiamo poi spingerci a velocità anche alte, ma ricordiamo che le priorità sono il tiro, il relax e il feeling.

   Registrarci e riascoltarci ci sarà di grande aiuto in questi studi.

   Avere groove comporta un paziente lavoro di finitura, che richiede di soffermarsi e ripetere ogni esempio per molto a lungo, correggendo le imperfezioni e notando tutti i dettagli.

   Se ti piacciono questo tipo di studi e hai voglia di fare un salto di qualità nel tuo groove, puoi trovare tutto ciò di cui hai bisogno nei due metodi Confident Drummer interamente dedicati a questo argomento:

‘Groove Workout & Tools’ – Altitude Drumming – Volume 7
‘Groove Mastery & Formulas’ – Altitude Drumming – Volume 8


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